Se esistesse un corso su come distruggere il morale di una tifoseria, non ci sono dubbi che il docente più adatto non potrebbe essere altro che il presidente del Livorno, Aldo Spinelli. Dopo un retrocessione indegna, con la squadra abbandonata a se stessa, libera di mollare ogni resistenza e virtualmente retrocessa già da febbraio, ci aspettavamo un'estate dove, almeno nelle intenzioni, la società amaranto avrebbe palesato un tentativo di riscossa. Ma dopo l'ennesima pantomimma di Spinelli del "vendo la società ma nessuno la vuole quindi resto alle mie condizioni", con il diversivo di un azionariato popolare nato con grandi intenzioni ma morto nel giro di poche settimane, che hanno ulteriormente minato la pazienza dei tifosi, arriviamo ad oggi, a tre giorni dall'inizio del ritiro, con una squadra
ancora in alto mare e con il DS Signorelli impegnato, su ordine del persidente, a cercare di vendere al meglio i pezzi più pregiati piuttosto che cercare giocatori adatti al modulo di Pillon. Ad oggi infatti sono soltanto due gli acquisti ufficializzati, Schiattarella e Luci, con la società che palesa non poche difficoltà nel riuscire ad accaparrarsi anche i calciatori svincolatisi dalle società fallite. Ad indebolire ancora di più la voglia di calcio dei tifosi livornesi si vanno ad aggiungere quelle "beghe" societarie che danno ancora di più un esatto quadro di quale sia la situazione in via Indipendenza. Prima fra tutte le dimissioni del Dg Garzelli. Appena due settimane dopo aver salutato tutti motivando l'addio per gravi motivi familiari durante una conferenza stampa che aveva commosso giornalisti e tifosi, l'ex Direttore generale ha firmato un bel contratto biennale con il Bari, dimostrando così di aver risolto molto rapidamente, e aggiungiamo con nostro sommo piacere, tutti i suoi problemi. Nel frattempo però la società amaranto non era rimasta con le mani in mano ed era stato ingaggiato prontamente un nuovo Dg, Cesare Giacobazzi, proveniente dall'Atalanta. Ma anche per lui, quasi aleggiasse una maledizione su questa società, sono sorti immediatamente problemi familiari che lo hanno costretto a rinunciare all'incarico prima ancora di iniziare a lavorare. E a nulla è valso l'ennesimo tentativo della dirigenza di tirar dentro la società Igor Protti, con l'intento di farlo diventare il parafulmine di Spinelli. Per sua e nostra fortuna il grande Igor conosce molto bene questo mondo ed ha cortesemente rinunciato. Se a tutto questo marasma si aggiunge la questione seria della tessera del tifoso che allontanerà molti abbonati e la dichiarazione di Spinelli di non voler mettere in vendita nessun tipo di abbonamento per questa stagione, si comprenderà come i tifosi amaranto siano più che perplessi di fronte a quella che a tutti gli effetti sembra più una smobilitazione che l'inizio di una nuova stagione. Così come da prassi consolidata in questi ultimi anni, mister e staff tecnico partiranno per il ritiro con un squadra da preparare ed allenare che non sarà, almeno per buona parte, quella con cui si troveranno a lavorare durante tutto l'arco del campionato. Ma a tutto questo noi ormai siamo abituati...Pillon forse sta iniziando a scoprirlo adesso.








