La pagella di Livorno-Lecce

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Mazzoni : Non ha colpe sui gol, anzi riesce a tenere a galla la squadra con alcuni interventi degni di nota. Unico neo della serata, un po’ titubante nelle uscite. Maggiore intraprendenza gioverebbe ad una difesa insicura. 6

Bogdan : Parte bene, con personalità e sicurezza. Fa vedere alcuni anticipi e senso della posizione. Risulta il più attivo, sino all’inizio della ripresa, quando con un errore da principiante perde palla a centrocampo da ultimo uomo, lasciando via libera al 2-0 di Palombi. 5

Dainelli : Impreciso ed approssimativo. Dorme, come tutta la difesa, sul corner dal quale scaturisce il vantaggio di La Mantia. Sbaglia appoggi semplici ed appare in costante difficoltà anche perché deve affrontare le incursioni dei centrocampisti salentini senza nessun aiuto da chi gli sta davanti. Esce al 38’ per un problema muscolare 4,5 ( Murillo dal 38’ ) Prova a dare vivacità e profondità, ma un po’ perché non aiutato, un po’ per scarsa lucidità, gli riesce poco. Prende un’ammonizione sciocca 5,5

 

Albertazzi : Il meno peggio in difesa, solo perché non fa errori macroscopici. Contribuisce a dare poca sicurezza al reparto, fa alcuni falli inutili e non fa mai valere l’aspetto fisico. 5,5

Parisi : Impalpabile, non contiene e non spinge. Non si propone praticamente mai quando i centrocampisti hanno la palla per cercare la profondità. Leggermente meglio col 4-4-2, ma quello di stasera è poca roba. 5

Bruno : Lento e impacciato, recupera pochi palloni e non pressa. Non rischia mai un passaggio in profondità, anche quando i compagni vicini sono pressati, limitandosi a passaggi indietro sui difensori, mettendoli anche in difficoltà a causa del pressing avversario. 5

Agazzi : Poco dinamico e mai incisivo. Si appiattisce da subito, subendo il ritmo forsennato dei dirimpettai giallorossi. Non incide neppure in copertura, girando spesso a vuoto. 5

Porcino : È l’unico dei centrocampisti che prova a fare qualcosa, qualche volta salta l’uomo, non riuscendo quasi mai a crossare. Leggermente più incisivo quando ha dalle sue parti Diamanti che gli permette di appoggiarsi e di cercare la profondità. 5,5

Diamanti: Viene puntualmente massacrato dagli avversari senza nessuna tutela arbitrale. Quando salta l’uomo è puntualmente raddoppiato. Si sbatte dall’inizio alla fine, prova a cantare e a portare la croce. Si mangia un gol su una occasione casuale nell’unico errore della difesa avversaria. 6

Giannetti : Ha qualità, cerca di metterla in atto, ma è da solo. Il centrocampo non lo assiste, gli avversari lo asfissiano. Prova diverse volte a saltare il diretto avversario, spesso ci riesce, ma si ritrova nella gabbia di maglie salentine, senza possibilità di vedere un compagno vicino su cui scaricare. 6 ( dal 75’ Raicevic : Entra a partita chiusa, senza incidere S.V. )

Kozak : A tratti è quasi imbarazzante. Non gli riesce stoppare una palla, mi ricordo solo di un paio di appoggi fatti bene. Corre a vuoto, non detta mai il passaggio in profondità. Nonostante questo gli capitano anche due buone occasione, in una si fa rimontare e passare davanti dal difensore leccese , nell’altra sbaglia goffamente di testa all’interno dell’area piccola. Esce tra i fischi.4 ( dal 64’ Luci : Prova a dare un po’ di verve, ma senza risultato. La squadra appare rassegnata e lui si adegua dopo poco. 5,5 )

Cristiano Lucarelli : Mette in atto un turn over importante, ma con scarso profitto. La squadra è piatta, con poche idee e poca grinta. Pare abbia ancora le idee molto confuse su come amalgamare al meglio il materiale umano che ha a disposizione. Certo, il fatto che Dainelli sia in palese difficoltà e Kozak ancora di più, gli complicano la vita. Oltre al fatto che il centrocampo non riesce ne’ a tamponare, ne’ ad impostare. Serve urgentemente fare quadrato e chiarire le cose in camera caritatis, c’è necessità di far punti e morale.

Andrea S.

 

 

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