La pagella di Livorno - Crotone

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Mazzoni: il portiere di una squadra sconfitta dovrebbe, a rigor di logica, risaltare per i suoi interventi. In questa partita l'unica logica è rappresentata dalla maggior qualità media del Crotone, che detta i tempi della gara senza mai tirare in porta, facendolo una sola volta e trovando la rete della vittoria. Luca si sporca i guantoni di radoVoto 6 politico.

Giannetti (dal 43° st): solo per la statistica. Senza voto.

Albertazzi: fa cose semplici, ma le fa bene. Voto 6.

Dainelli: forse commette un paio di errori di misura in tutta la partita, pilotando bene il reparto. Con uno stacco imperioso su un corner sfiora la rete, che gli viene impedita da Cordaz.  Se questa squadra, come è chiaro, deve migliorare può farlo iniziando da altri settori. Voto 6.

Di Gennaro: si allinea ai compagni di reparto, con qualche giocata veramente buona. Voto 6 più.

 

Maicon: sta cercando con applicazione di riprendersi un posto nel meccanismo di gioco. Nel primo tempo offre sostegno alla manovra, portandosi in avanti. Finisce presto, però, e si limita a presidiare la sua zona senza mai uscire. Voto 5.5

Diamanti: i primi quindici minuti a tutto gas sono anche farina del suo sacco. Va vicino alla segnatura con un tiro improvviso, dei suoi, che costringe Cordaz ad allungarsi sul secondo palo. Col passare dei minuti si affievolisce. Il voto è la media tra i due tempi. Voto 6 più.

Luci: solita partita di lotta, condita da qualche penetrazione offensiva. Voto 6.

Valiani (dal 21° st): scarica tutta la potenza che ha per contrastare il possesso palla asfissiante dei pitagorici. Riesce a disturbarlo, e da alcuni suoi spunti nascono buone opportunità per il Livorno. Sempre al pezzo. Voto 6 più.

Agazzi: parte a razzo, contribuendo in modo evidente al periodo di dominio amaranto. Successivamente arretra un po' troppo il raggio d'azione, come tutta la squadra, lasciando l'iniziativa agli avversari. Voto 6.

Iapichino: sono gli esterni il ventre molle del Livorno di oggi, e anche l'ex senese non sfugge alla critica. Troppo prudenza, forse troppa paura, impediscono di fatto l'arrivo di qualche pallone decente in mezzo all'area avversaria. Voto 5.5

Kozak: volontà a fiumi, ma l'impressione è che il ragazzo sia indietro parecchio, in tutte voci, e che debba lavorare duramente per rimontare la china. Vero che il pallone oggi glielo hanno raccontato, perché non l'ha visto mai. Inutile avere una torre in mezzo se si servono palloni come sul biliardo... Voto 5.5

Raicevic (dal 27° st): sarà stata la freschezza, la corrispondente stanchezza degli avversari, la sua personale voglia di mettersi in luce, ma il ragazzone dell'Est ha trovato due volte Cordaz a negargli la gioia del pareggio, la seconda in modo clamoroso. Forse meriterebbe schierarlo fin dall'inizio, per poi eventualmente toglierlo ad autonomia finita. Voto 6.

Murilo: lui non ha bisogno di serventi ai pezzi, i palloni va a cercarseli da solo. Oggi fa una buona figura, per applicazione e per tecnica. Voto 6.

Lucarelli: gli dice male per ora, raccoglie la seconda sconfitta ma la squadra non ha mai alzato bandiera bianca, anzi. Oggi più che all'Adriatico, abbiamo visto due squadre di prima fascia che non hanno messo sotto il Livorno. Magari hanno prevalso nel possesso palla ma, nonostante la maggior qualità della rosa e la superiore esperienza del campionato di B, hanno prodotto molte meno palle goal del Livorno. C'è da pedalare e da crescere, per i ragazzi di CL99, ma non si parte da zero. Voto 6 di incoraggiamento.

 

Ivano Pozzi

 

 

 

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