la pagella di Pescara - Livorno

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Mazzoni: per quel poco che il Pescara ha prodotto in termini offensivi, nonostante la chiara supremazia territoriale, si destreggia benone. La perla è la porta chiusa in faccia a Melegoni nel primo tempo. Era anche riuscito a prendere il secondo rigore, ma la palla viscida di pioggia gli fa uno brutto scherzo. Lui c'è, sempre. Voto 6.5

Di Gennaro: macchia una partita di buon valore con la disattenzione che costa il primo rigore biancoceleste. Peccato. Voto 5.5

Dainelli: dopo quasi 500 gare in serie A esordisce in B. Fa capire che il suo score non dipendeva dal caso piazzando una chiusura in diagonale dopo quattro minuti che vale una rete segnata. Nel complesso orchestra bene il reparto che tiene botta all'offensiva del Delfino, concedendo il minimo sindacale. Voto 6.5

Gonnelli: procura il rigore, invero un po' dubbio, attaccando l'errore grossolano della difesa avversaria. Purtroppo ne causa un altro, alla fine decisivo, con un'entrata un po' scomposta. Voto 6 meno.

Raicevic (dal 34° st): va a far la guerra in avanti, nel finale arrembante. Senza voto.

 

Fazzi: dopo un primo tempo un po' guardingo, in cui comunque trova il modo di scaldare i guanti di Kastrati, alza i giri del motore nella ripresa e prende possesso della fascia. Voto 6 più.

Rocca: macina palloni e fa chilometri, senza grandi gesti tecnici ma con continuità. Voto 6

Diamanti (dal 12° st): riparte da dove si era fermato, nove anni fa. La scommessa di quest'anno è lui, il suo ruolo di facitore di gioco, di mezzala con la licenza di colpire saranno la chiave del destino amaranto in questo campionato. Inizia molto bene muovendosi con raziocinio ma su una larga parte di campo. Sfodera la perla del lancio chirurgico che Porcino trasforma in spaccata nella rete della speranza. Dai Alino, portaci lontano. Voto 6.5.

Luci: il Capitano è una sicurezza, sempre. Parte con un paio di errori nei passaggi ma si assesta ben presto e alla fine il suo contributo si è sentito. Voto 6 più.

Valiani: leggasi Luci. I due gemelli diversi non si smentiscono. Dal pistoiese oggi arriva qualcosa di più che dal piombinese, ma sono dettagli. Voto 6.5.

Porcino: Lucarelli c'ha visto dentro, allenandolo un anno a Catania l'ha conosciuto bene e ben capito le possibilità. Il ragazzo lo ripaga con prestazioni di crescente valore. Padrone della fascia sinistra per tutta la partita, nel finale avanza ulteriormente e, dopo la rete, va a fare il sostegno all'ariete Kozak insieme a Murilo e Valiani. Molto bene. Voto 7.

Giannetti: non si muove male, cerca di sostenere e chiamare in causa Kozak ma i risultati non sono all'altezza del suo impegno. Lucarelli lo stimola ma lo toglie alla fine del primo tempo, complice anche una botta. Voto 5.5.

Murilo (dal 45° pt): ci prova anche lui, ma non è che alla fine brilli più del compagno. Voto 5.5

Kozak: giocare di conserva, come ha fatto il Livorno per buona parte della gara, lasciando all'avversario il dominio territoriale, imporrebbe agli avanti di alzare il baricentro il più possibile. Kozak e Giannetti oggi ci sono riusciti solo in parte, magari per ragioni diverse. Il ceko sta acquisendo lentamente una maggiore scioltezza di movimento, ma per ora fatica a destreggiarsi nelle difese affollate. Va molto meglio, come era facilmente prevedibile, quando il pallone vola alto e lui può far valere i suoi mezzi fisici. Dalla sua tanta lotta e, nel finale, uno stacco di testa che manda il pallone a incocciare il palo a portiere battuto. Voto 6 meno.

Lucarelli: che avesse da lavorare parecchio era prevedibile. Per ora va bene il carattere e l'applicazione dei ragazzi, e si è capito che il progressivo rientro dei titolari  non può che far migliorare le cose: Dainelli sembra aver meglio assestato la difesa, l'ingresso di Diamanti ha dato molte più soluzioni e maggiore fluidità al gioco. Occorre fiducia e pazienza, e perdere la voce per incoraggiare i ragazzi. Astenersi intenditori. Voto 6.

 

Ivano Pozzi


 

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