La pagella di Olbia - Livorno

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Pulidori: titolare per disposizione aziendale, purtroppo subisce quattro reti. Era logico che Mazzoni scontasse la sua reazione di mercoledì, ma il buon senso avrebbe suggerito di non buttare nella mischia di una partita così vitale un ragazzo di vent'anni, seppur bravo. In alcune fasi mostra di sentire il peso, come in occasione dell'uscita a vuoto alla quale mette riparo Vantaggiato respingendo sulla linea. Il posizionamento sulle due reti da lontano non convince, anche se i tiratori hanno agito nella massima libertà grazie alla negligenza dei difensori.  Nulla da fare su quelle ravvicinate. Voto 5.

Pirrello: modesto, ma applicato. Balla un po' meno dei suoi compagni quando la poderosa cavalleria dell'Olbia suona la carica. Voto 5.5

Borghese: segna una rete importantissima, almeno sulla carta. Il secondo tempo allucinante di tutta la squadra (sebbene già visto quest'anno) incrementa anche il suo nervosismo e si fa cacciare per un gomito alto. Tra l'altro, anche nel primo tempo aveva esagerato un po', e  l'arbitro l'aveva graziato. Voto 4.

Perico: un errore come quello che commette facendosi uccellare da Senesi è inaccettabile, specie da un giocatore con il suo palmares. Voto 4.

 

Morelli: qualche buona discesa la fa, ma poi si perde nel marasma generale. Voto 5.

Pedrelli (dal 19° st): nessun apporto significativo neanche da lui, e poi a quel punto la partita è praticamente spazzatura. Voto 5.

Luci: che gli vuoi dire? Lui la sua parte la fa sempre, non tradisce, e a onor del vero il reparto centrale oggi è quello che meglio ne esce. Però la sufficienza piena in Gallura non la merita nessuno. Voto 5.5.

Bruno: inizia molto bene, recuperando molti palloni e rilanciando. Col passare dei minuti sfilaccia, e guarda impotente Senesi che spara la bordata. Voto 5.5

Vantaggiato (dal 19° st): spreme il meglio della sua mezzora salvando sulla linea dopo l'erroraccio in uscita di Pulidori, e andando caparbiamente a cercarsi palloni nelle retrovie visto che nessuno ha la delicatezza di spedirli in area. Poco, direte. Certo, ma oggi va così. Voto 5.

Valiani: si può ripetere il discorso fatto per Luci. Resta in campo anche troppo, visto che visibilmente ad un certo punto non ne ha più, perché non ha quasi mai rifiatato durante l'anno. Voto 5.5.

Giandonato (dal 40° st): solo per la statistica. Senza voto.

Bresciani:  volontà di percorrere la fascia ne ha, ma lo fa in modo confuso e approssimativo. Fa una bel dai e vai con Valiani riuscendo ad arrivare davanti al portiere ma pasticcia. Voto 5.

Perez (dal 35° st): vedi Giandonato. Senza voto.

Maiorino: va a sprazzi nel primo tempo, e in uno di questi regala una rete molto bella, ma scompare nella ripresa. Voto 5.

Montini: lotta con volontà ma perde quasi tutti i duelli, quelli aerei e quelli corpo a corpo. Una partita senza spessore. Voto 5.

Foschi: premesso che la qualità caratteriale media della rosa è bassa, che in campo ci vanno comunque i giocatori e che non esistono i maghi, fa male vedere a metà ripresa un tecnico appoggiato alla panchina, con lo sguardo perso nel vuoto. Ovviamente lui è il responsabile minore di questa situazione, ma al momento non si capisce bene quali possibilità abbia di (tentare di) invertire una tendenza all'autodistruzione. Una cosa è certa: il Livorno non ha più il proprio destino in mano, e questo paradossalmente potrebbe rivelarsi un fattore positivo. C'è un tecnico sotto la cui conduzione è stato realizzato il 90% secco del bottino di punti: per chi scrive, il rimetterlo in sella è l'unica possibilità razionale (sebbene tenue) di raggiungere l'obiettivo. Faccia la società, magari senza gli atteggiamenti schizoidi visti in settimana. Voto 4.

 

Ivano Pozzi

 

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