La pagella di Livorno - Pontedera

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Mazzoni: risponde bene in due occasioni su tiri da fuori. La rete è una carambola assurda. Voto 6

Morelli: gioca con le gambe che tremano, attanagliato dall'ansia e dalla paura di sbagliare. La conseguenza logica è che sbaglia anche cose semplicissime, perde parecchi palloni e non mostra quello che sa fare. Voto 5

Perico (dal 1° st): gioca nonostante la sua condizione di forma approssimativa, e si affida in toto alla sua grande esperienza. Riesce a evitare una rete, entrando con tempismo in scivolata su un cross radente sul quale Mazzoni non sarebbe arrivato. Voto 6

Pirrello: un po' meglio dell'ultima volta, ma si vede che anche lui non è sicuro dei propri mezzi. Risolvere questo problema al più presto, e l'Amaranto riprenderà a volare. Voto 5.5

Gonnelli: al rientro, dimostra solidità e una buona dose di serenità. Merce rara nel Livorno attuale, e un tesoro da cui ripartire. Voto 6

 

Baumgartner (dal 44° st): la carta della disperazione. Senza voto.

Bresciani: la nota più lieta di una giornata grigia. Il suo esordio, tolti i primi dieci minuti di ambientamento, è completamente positivo: mostra tigna in difesa, coraggio nella scelta delle soluzioni, e intraprendenza nella fase offensiva. Benvenuto! Voto 6.5

Kabashi (dal 18° st): sostituisce il compagno lievemente acciaccato, e un po' stanco. Cerca subito di inquadrare la porta e spara un paio di buoni tiri, su uno dei quali il portiere respinge sui piedi di Doumbia che insacca il tap in. Inutilmente perché la rete viene annullata per offside. Voto 6

Luci: inutile dire che il Capitano si sbatte dall'inizio alla fine, cercando gli spazi anche dove non ci sono per portare qualche pericolo alla porta granata. L'impressione è che lo sforzo sia vano perché i meccanismi del gioco non girano più, e quindi alla fine resta solo la frustrazione. Voto 6 più.

Bruno: in tutta la partita avrà sbagliato due passaggi, e soltanto perché come accade da un po' di tempo agisce tra nugoli di avversari. Il suo torto, se così si può dire, è di non avere il cambio di passo, necessario per sfuggire alla morsa. Voto 6 più.

Montini (dal 37° st): entra per tentare di sfruttare palloni alti che non ci saranno. Senza voto.

Doumbia: dopo le feste è restato in Francia, e ha mandato suo cugino che gli somiglia moltissimo. Scherzi a parte, lui è uno dei simboli dell'involuzione del Livorno. E' vero che molto spesso si trova spalle alla porta, condizione per lui inaccettabile, ma anche in quei (pochi) casi in cui ha la possibilità di partire con la fronte verso il sole si va a incastrare nella nassa granata e buonanotte. Riesce a segnare con un guizzo, ma lo vedono in fuori gioco ... Voto 5.5

Manconi: si vede a sprazzi, e quando si vede fa cose apprezzabili anche se un po' prevedibili. Sottil lo sostituisce per tentare un approccio diverso alla fortezza del Pontedera. Voto 6 meno.

Perez (dal 1° st): non basa sulla prestanza fisica il suo gioco, e infatti i difensori avversari lo maltrattano un po' (con la passività dell'ineffabile direttore di gara), però il suo ingresso dà più vivacità e convince la squadra che la partita si può vincere se si cambia marcia. Voto 6

Valiani: cosa si vuole di più da un giocatore? Dopo aver provato a fare qualcosa di buono sulla tre quarti Sottil lo arretra per irrobustire il centrocampo e anche lì si fa valere. Voto 6 più.

Vantaggiato: è apprezzabile la sua "ghigna" di giocare anche acciaccato, e tutto sommato fa per intero il proprio dovere. Purtroppo il Livorno oggi non trova il bandolo della matassa, finendo per far girare la palla in senso prevalentemente orizzontale, e al bomber arrivano palloni centellinati. Voto 6 meno.

Sottil: la squadra ha la prevalenza nel possesso palla, anche con cifre importanti. E' accaduto lo stesso nelle precedenti tre gare, ma alla fine tutto questo predominio territoriale ha fruttato due punti su dodici. Può bastare per dirsi che le certezze che avevamo fino a poco tempo fa sono un ricordo? Alcuni ragazzi, ed è lo stesso Sottil a riconoscerlo, giocano con gli occhi della paura, non con quelli della tigre: tutto è più faticoso e costa sofferenza, il gioco scorre in modo monocorde e improduttivo. Occorre costruire nuove certezze, magari ripensando a certe modalità di gioco (il centrocampo a due centrali, senza il supporto di esterni dinamici, fa soffrire contro chiunque, e non c'è cambio di velocità e accelerazione) e dando fiducia a tutta la rosa e ai nuovi arrivi. Le avversarie sono ancora distanti, ma la prossima settimana il Livorno resterà al palo e le altre giocheranno. Sarebbe un vero peccato non sfruttare questo periodo per ricostruire la testa di alcuni elementi e integrare i ragazzi arrivati a gennaio. Nulla è perduto, ma è il momento di dimostrare che ci meritiamo la serie B, in tutti i sensi. Voto 5

 

Ivano Pozzi

 

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