La pagella di Livorno - Feralpi Salò (TIM Cup)

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Mazzoni: ha ripreso esattamente dal punto in cui interruppe la stagione passata, cioè da protagonista assoluto. In tutta la partita mostra attenzione e reattività, opponendo i guantoni a tre o quattro conclusioni pericolose degli avversari. Nella serie dei rigori para l'ultimo a Luche, decisivo. Voto 7.5

Pedrelli: scelto e richiesto da Sottil, e vedendolo giocare se ne capisce il motivo. Buon fisico, dinamicità, decisione e iniziativa, anche un po' di faccia tosta e di senso tattico. Ara la sua fascia, non disdegnando di cercare spazio anche centralmente. Voto 7

Gasbarro: siccome dietro aveva sbrigato bene il suo lavoro, si spinge avanti nei supplementari contribuendo alla spinta. Voto 6 più

Gonnelli: gemello di Gasbarro, senza cercare fortuna in attacco. Voto 6 più.

Franco: il ruolo degli esterni, nell'idea di gioco di Sottil, è essenziale. Franco ne trae giovamento, potendo esplicitare le sue caratteristiche di corsa e di scarico palla che, l'anno passato, il sistema di gioco precedente un po' tarpava. A suo agio. Voto 6.5

Morelli (dal 22° st): non fa rimpiangere il più esperto compagno, continuando sullo stesso solco. Voto 6 più.

 

Luci: il Capitano deve rinunciare a qualche proiezione offensiva ma svolge egregiamente il ruolo di pilone centrale, facendo un ottimo filtro. Voto 6.5

Gemmi: ci guadagna, il ragazzo, da questa nuova posizione. L'anno passato veniva impiegato, saltuariamente e con alterne fortune, da trequartista: il ruolo di mediano dai piedi buoni ne esalta le caratteristiche. Fa una bella figura. Voto 6.5

Marchi (dal 7° sec. supp.) : Sottil forse vuole aumentare il tasso d'esperienza, anche in vista dei rigori. Voto 6 più.

Valiani: trequartista, ma anche ala sinistra, ma anche mediano. Gli manca di stare in porta. Sorprende la sua mobilità perenne, la capacità di cambiare marcia accelerando in una partita tirata e dai ritmi già alti. Si rende pericoloso in due occasioni, sfiorando la rete che avrebbe evitato l'overtime. Voto 7.5

Moscati: inizia a destra, poi si scambia con Murilo. Gioca un po' in punta di fioretto, come sempre potrebbe dare qualcosa in più ma comunque non demerita e onora il nuovo modulo. Voto 6 più.

Doumbia (dal 30° st): pochi minuti dopo il suo ingresso procura il rigore che avrebbe (Maritato permettendo) potuto chiudere la contesa, saltando secco un avversario e facendosi stendere. La voglia di mettersi in luce gli fa poi perdere un po' le misure, ma si capisce che per la Serie C può essere un crack. Voto 6

Maritato: non cominciamo con i processi. Il dischetto per lui è algebra, accettiamolo e giriamo pagina. Sfortuna, combinazioni ... è un fatto che ormai i sette metri lui li veda piccolissimi, che gli tremino le gambe, che non metta in quel gesto tecnico tutti i mezzi che ha. Le ragioni possono essere molteplici, ma in prevalenza stanno nella sua testa: il problema può essere superato col lavoro, ma per il momento lasci perdere. L'importante da sottolineare è la sua abnegazione a sostenere l'intero peso dell'attacco, ma anche purtroppo la sua inadeguatezza di fatto, nel senso che le sue caratteristiche non gli permettono di fare la prima punta spaccatutto che forse il sistema di Sottil richiede. Ciò nonostante, rigore a parte (e non è poco, purtroppo) la sua gara parla di sacrificio e sudore, con un paio di buone opportunità non finalizzate anche per la bravura di Caglioni. Non merita la croce addosso. Voto 6 meno.

Murilo: Non male, da esterno d'attacco. Se ci mette lavoro e costanza può ritagliarsi un ruolo importante. Voto 6

Sottil: ha preparato un piatto più che decoroso con gli ingredienti a disposizione. Come si suol dire con un luogo comune, si vede la sua mano. Gli esterni difensivi e offensivi sono ben sincronizzati, e non è un caso che il nuovo Pedrelli sia stato tra i migliori perché conosce bene lo spartito. Per avere un piatto stellato occorre ancora roba: lo sa lui, lo sa soprattutto la società. Però la strada è questa, e cominciare la stagione con un primo passaggio di turno non è mica male... Voto 6 più.

 

Ivano Pozzi

 

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