La pagella di Piacenza - Livorno

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Mazzoni: non si passa. Para alla grande gli unici due tiri in porta del Piacenza, spazza quello che c'è da spazzare nei cieli dell'area. Perfetto. Voto 7

Toninelli: si è stabilizzato su un buon rendimento, si permette qualche uscita in avanti. Voto 6 più

Borghese: energico quanto basta, preciso e pulito. Nemmeno troppo polemico con l'arbitro, e questo non guasta.  Voto  6 più

Gasbarro: sta trovando gli automatismi necessari, disputando un buon finale di campionato e promettendo bene per l'extra-season. Voto 6

Lambrughi: più intraprendente del compagno sulla fascia destra, le sue incursioni sono quindi più frequenti. Sembra trovarsi a suo agio nella disposizione a quattro. Esce dopo un colpo subito. Voto 6 più

Benassi (dal 39° st): entra quando la partita sembra definitivamente sopita. Senza voto.

Valiani: solito peperino che non si ferma mai, capace di dettare il ritmo del gioco. Mezzo voto in meno per l'occasione sprecata, quando spara in curva l'appoggio di Vantaggiato arrivando dalle retrovie. Voto 6

Giandonato: sembra veramente in buona condizione, pronto a contendere il posto nel roster agli altri compagni. Per questo scopo ha anche migliorato l'interdizione, unendola insieme al suo buon controllo di palla. Qualche buona nuova, ogni tanto, non guasta. Voto 6.5

Ferchichi (dal 29° st): deve riuscire a superare qualche incertezza e un certo grado di timidezza, se vuole ritagliarsi un ruolo significativo. Senza voto.

Luci: ennesima bella prestazione del Capitano, con il saldo tra recuperi ed errori in largo  attivo. Voto 6.5

Venitucci: quando si accende il pallone va esattamente dove deve andare, in barba al dispositivo arretrato biancorosso. Sta diventando il vero valore aggiunto della rosa amaranto, purtroppo con diversi mesi di ritardo. La traversa gli nega il goal, con il portiere battuto che soffia sulla palla. Voto 6.5

Maritato: sponde in quantità, sportellate con gli avversari, tanta volontà e corsa, ma zero pericolosità. La rete sta diventando il problema, e in questo momento non ci voleva. Voto 5.5

Vantaggiato: la rete mancata al quinto minuto grida vendetta. Il Toro esita quel tanto che basta al portiere e ai suoi compagni per fare la porta piccola piccola, minimizzando lo spazio utile e infatti il tiro va a sbattere su Miori. Per il resto della gara si sbatte e lotta, ma l'episodio a mio parere lo segna un po', facendogli perdere efficacia. Voto 5.5

Murilo (dal 34° st): poco, troppo poco da segnalare. Senza voto.

Foscarini: quando si costruiscono sei occasioni nitide e indiscutibili, tra l'altro tutte su azione, contro due sole degli avversari, e si finisce a occhiali non si può essere soddisfatti. E' il terzo pareggio consecutivo e, se è vero che si allunga la striscia utile, lo è altrettanto che si rischia di perdere altro terreno. Non tanto rispetto alle due regine, ormai sono andate, quanto a chi sta alle calcagna, Giana Erminio in primis. E' altresì vero che, tutto sommato, se non si è secondi il terzo posto vale praticamente come il sesto perché il solo beneficio ottenibile è il primo turno playoff casalingo. Però può arrivare una sorta di appiattimento emotivo che è deleterio nel contesto di partite da dentro o fuori. In questo senso anche vedere tirare i remi in barca a venti minuti dalla fine non fa piacere: che lo facciano gli avversari, fatti loro. La prossima partita può venire a fagiolo: l'ambizione di chiudere il campionato casalingo battendo chi spera di festeggiare anticipatamente, va coltivata. Spero che i giocatori e il tecnico lo facciano, per aumentare le bollicine che servono da morire ai playoff. Voto 5.5

 

Ivano Pozzi

 

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