La pagella di Livorno - Giana Erminio

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Mazzoni: se vai a vedere gli interventi che fa sono pochissimi, solo uno nella ripresa impegnativo. Arriva sulla punizione  precisa di Finardi ma la tocca solo debolmente e non riesce ad evitare la carambola che decreta la sconfitta. Voto 6

Toninelli: ormai si è adattato al ruolo, lo svolge senza scosse. Voto 6

Venitucci (dal 8° st): ancora una prova interlocutoria. Ce la mette tutta. o almeno al massimo delle sue attuali possibiltà, ma non riesce a spostare l'equilibrio. Appena entrato potrebbe provare la giocata, uno con i suoi mezzi lo deve fare: arriva una palla dal lato opposto del campo, lui è a cinque metri dalla porta e invece di girare di sinistro a rete fa sponda di petto per nessuno. Si deve convincere che ha spazio, ma che deve riempirlo di contenuti e di assunzione di responsabilità. Giocare a nascondino non serve a lui e tanto  meno al Livorno. Voto 5.5

Borghese: giornata dura quando deve  rincorrere il guizzante e tignoso Gullit. Il duello finisce in parità, con sudore. Meglio quando gli capita Bruno, esperto ma più statico. Voto 6

Franco: il migliore dei tre dietro, attento e dinamico. Prova anche a uscire nella ripresa, dando una mano all'assalto amaranto. Voto 6.5

Galli: meno fulminante delle ultime volte ma si sente. Riprova il colpo su punizione, mettendo fuori causa il portiere ma purtroppo non la traversa. Nella ripresa ci riprova con due buoni cross, uno dei quali costringe Viotti all'impresa per spazzare la palla dalla porta. Voto 6 più

Morelli (dal 41° st): entra forse per sfruttare qualche palla alta, ma è solo garbage time. Senza voto.

Valiani: attento, intelligente e dinamico. Si prende qualche pausa, sa gestirsi, ma quando accelera mette paura alla difesa . trovando quasi sempre buone opportunità. Prende anche un palo, purtroppo, nel corso di una azione in tre tempi. Voto 6 più

Luci: fa il solito lavoro monumentale di interdizione e rilancio. Purtroppo oggi gli amaranto non trovano la giusta velocità di esecuzione e facilitano il compito degli avversari. Voto 6

Marchi: si sacrifica più del solito, senza trovare efficaci inserimenti. Buono un tiro da fuori che chiama Viotti al tuffo. Voto 6 meno

Calil (dal 26° st):  va a formare una linea a tre di mezzepunte, insieme a Venitucci e Murilo, lasciando solo Maritato davanti. Si muove, cerca l'intesa, ma per ora poco da segnalare. Voto 5.5

Lambrughi: oggi fatica parecchio, gli avversari sono compatti, armonici e più lesti a prendere posizione, quindi le fasce sono terra straniera. Nonostante ciò il suo impegno è indiscutibile, e almeno un paio di volte si rende pericoloso ma non conclude bene. Voto 6 meno

Maritato: si sbatte dall'inizio alla fine ma è appannato. Sarà una impressione sbagliata, ma quei due maledetti rigori non li ha ancora digeriti. Serve una rete, anche di stinco, per ridargli la fiducia che sembra aver perso. Voto 5.5

Murilo: è il più tonico degli attaccanti, almeno dal punto di vista della freschezza fisica. Questo però, salvo poche situazioni, non si traduce in una reale pericolosità per la difesa lombarda. Voto 6 meno

Foscarini: poi non dite che non ce l'aveva detto. Gli avversari, onestamente, non demeritano la vittoria, se si astrae dal mero conto delle occasioni che forse è a nostro favore. Dall'inizio alla fine il Livorno non riesce a far girare la palla in modo produttivo: c'è sempre grande pressione sul portatore di palla, le fasce sono costantemente e velocemente intasate. Gli amaranto non cambiano mai marcia, andando a impastarsi in un ritmo troppo lento per sperare di aggirare le trappole. In più la propensione alla ripartenza veloce dei biancocelesti mette paura per buona parte della ripresa al Livorno, e si viaggia con il freno a mano tirato, incerti se spingere di più per la paura di beccare la rete che chiuderebbe la partita.  Il Livorno la gara la perde prima di tutto sul piano della personalità, e infatti Foscarini sottolinea proprio questo. Poi. certo, l'attacco è poco produttivo, ma è in gran parte una conseguenza di altro. Poco male, capita una giornata storta. Li conosciamo ormai, questi ragazzi: sanno rialzarsi dopo le cadute. Diamo loro una mano. Voto 5.5

 

Ivano Pozzi

 

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