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Due parole (dal cuore) su Pro Piacenza - Livorno 3-1

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Chiedo scusa a chi ha l'abitudine di leggere questa rubrica, ma la pagella di Pro Piacenza-Livorno non ci sarà. Non perché non ho visto la partita, e nemmeno perché il Livorno ha perso 3-1: tante altre volte la pagella ha descritto una sconfitta, anche più grave di questa.  Stavolta però è diverso. Questa partita arrivava dopo quella di Gorgonzola, nella quale il Livorno aveva mostrato cuore, testa e garretti solidi. Nella gara in Lombardia gli amaranto avevano mandato un messaggio forte e chiaro: possiamo trovare dentro di noi le risorse necessarie per dare un senso compiuto al nostro campionato.

La partita del Garilli, sorprendentemente, rimette tutto ciò in discussione. Il Pro Piacenza ha meritato la vittoria, agevolato dalla prestazione del Livorno.

Sarebbe anche possibile isolare le prestazioni di ogni giocatore sceso in campo, giudicarle (secondo il metro personale e non oggettivo, bene ribadirlo, di un tifoso come tanti altri) positive o negative dando una valutazione, secondo le regole del gioco bellissimo che porto avanti da sedici anni per stare più vicino possibile alla mia passione. Sarebbe possibile, ma non è il caso, e questo non perché alcune valutazioni sarebbero veramente imbarazzanti (fatto salvo l'impegno di ogni professionista, sempre scontato), ma perché avrebbe poco senso.

Il Livorno sta vivendo uno stato di sospensione psicologica, nella quale ogni gesto tecnico o atletico sembra condizionato da una tensione enorme e insostenibile. Questo stato si traduce in una visibile difficoltà nel mettere in atto un gioco minimamente produttivo, nella scomparsa di meccanismi automatici come quelli necessari in difesa, nella sterilità totale in fase offensiva. Tutto ciò riappare dopo soltanto una settimana, dopo che avevamo esultato per l'apparente superamento di queste difficoltà.

E' chiaro ormai che il problema è nella testa, prima che nella disposizione in campo o in altri parametri tecnico-atletici. E' tutto un gruppo che è entrato nel tunnel, e così come collettivamente è entrato, collettivamente ne uscirà se ne avrà i mezzi, la forza e la lucidità.

Del gruppo fa parte il tecnico, naturalmente. Sul ruolo della società poco si può dire, i suoi ipotizzabili movimenti si sono eventualmente realizzati nella scontata riservatezza.

Resta il ruolo di noi tifosi. Martedì sera il Livorno incontra il Siena, che vive la sua parte di problemi come dimostra la sconfitta gemella subita al Brianteo, che ha parzialmente ammortizzato il tonfo amaranto. Ecco, noi dovremo esserci, e dovremo sostenere i ragazzi.

Altre opzioni? Non ne vedo.

Rese dei conti, sassolini da togliere, sfoghi e altre amenità, per cortesia al momento anche no.

Forza Livorno, nella buona e nella cattiva sorte.

 

Ivano Pozzi

 

La pagella di Giana Erminio - Livorno

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Pulidori: ci fa venire la pelle d'oca in una sola occasione, rinviando corto sui piedi di un avversario mentre era sul fondo e distante dalla porta. Fortunatamente rientra in tempo per fermare in due tempi il tiro a spiovere. Per il resto tutto molto bene, tranquillo e sicuro nelle uscite. Voto 6.

Perico: dopo la mezza partita con il Pontedera parte titolare e la porta in fondo. Gioca una partita di sostanza, sbaglia forse un passaggio verso la fine dedicandosi in prevalenza alla fase difensiva. Finisce con ancora del fiato da spendere. Voto 6 più.

Borghese: la Guardia Svizzera non tradisce.  Gioca bene sia sul piccolo Gullit che sul monumento Sasà Bruno, si libera rapidamente della palla senza mai fare sbavature. Voto 6.5.

Gonnelli: come per Borghese, tutto molto bene. Voto 6.5.

Franco: uno dei migliori nel primo tempo, dove domina la sua zona in lungo e in largo, facendo anche il cross che vale il vantaggio. Bene anche nella ripresa, anche se si proietta meno in avanti. Voto 7.

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La pagella di Livorno - Pontedera

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Mazzoni: risponde bene in due occasioni su tiri da fuori. La rete è una carambola assurda. Voto 6

Morelli: gioca con le gambe che tremano, attanagliato dall'ansia e dalla paura di sbagliare. La conseguenza logica è che sbaglia anche cose semplicissime, perde parecchi palloni e non mostra quello che sa fare. Voto 5

Perico (dal 1° st): gioca nonostante la sua condizione di forma approssimativa, e si affida in toto alla sua grande esperienza. Riesce a evitare una rete, entrando con tempismo in scivolata su un cross radente sul quale Mazzoni non sarebbe arrivato. Voto 6

Pirrello: un po' meglio dell'ultima volta, ma si vede che anche lui non è sicuro dei propri mezzi. Risolvere questo problema al più presto, e l'Amaranto riprenderà a volare. Voto 5.5

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la pagella di Pistoiese - Livorno

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Mazzoni: Ferrari lo infila trovando la stada aperta dall'errore di Pirrello  , non può farci nulla. In compenso salva la porta in altre due occasioni. Stringe i denti e resta in campo dopo la maligna pedata dell'ex Scooter Surraco. Voto 6.5

Morelli: così così, qualche volta soffre. Voto 5.5

Gasbarro: discreta prestazione, senza errori grossolani come quello di Lucca. Voto 6

Pirrello: commette un errore di valutazione, sbagliando il tempo di approccio ad una palla laterale e lasciando campo aperto a Ferrari che batterà Mazzoni in uscita. Nessuna croce addosso, ma forse è meglio che si fermi a tirare il fiato, perché i mezzi per essere protagonista ce li ha tutti. Le gare con i controfiocchi di poco tempo fa non possono essere state un caso. Voto 5.

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