Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

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piazzamagenta
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Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda piazzamagenta » 29/07/2019, 23:40

https://www.rollingstone.it/gonzo/livor ... 286/#Part1

Ecco l’estate ed ecco Livorno, con la gente che va a giro in costume, i runners che corrono all’Accademia smostrati dal sudore in abiti tecnici a tutte le ore del giorno e della notte, le sagre perenni ai Tre Ponti, i bambini che si chiamano sempre Kevin e/o Maicol e la labronicità espressa in abbronzature color caramello bruciato, tatuaggi assurdi e un’attitudine molesta.

Livorno è l’unica città della Toscana a non essere turistica. Anzi è di più: è anti-turistica. Ogni tanto qualche politichetto prova a rilanciare l’idea dell’ospitalità a Livorno, ma nessuno ci crede. Il pretesto è che ogni giorno centinaia di passeggeri sbarcano col traghetto dalla Sardegna, dalla Corsica, dall’Elba, ma non prendono nemmeno un caffè in città. Non fanno in tempo, scendono dalla nave e vengono subito stipati negli autobus e mandati a Pisa e Firenze, i lager turistici per eccellenza. I primi tempi credevo fosse un gran peccato, poi ci ho vissuto e ho capito la genialità livornese. Mica è un caso: non li vogliono i turisti! Specie ora che in Italia impera il turismo “mordi e fuggi”. Tanto di vaini (quattrini) ne portano pochi, vengono e un mangiano per un caa (si capisce). Non vogliono i fiorentini ma quello c’hanno ragione, ma forse non vogliono nessuno che sia fuori dalla loro cerchia ristretta. Devono difendere i loro scogli, il mare, le strade dove i loro scooter sarebbero intralciati da pullman e odiosi panzoni che scattano foto ai gabbiani, o esseri che prendono un cappuccino con la pizza.

Questo è il vero campanilismo toscano, una difesa a oltranza della propria terra a costo della vita, in cui il vicino è tuo nemico e vuole fotterti il tuo piccolo paradiso. Il livornese vive per la sua città, per i colori amaranto della sua squadra, per la torta e il cinque e cinque (prelibatezze che a Milano sarebbero street food ma qui semplicemente: pane e farina di ceci). I suoi amici sono eternamente “bimbi” e “bimbe” – anche a cinquant’anni – e li conosce da una vita. Può stare in giro quanto gli pare, avere successo, muoversi in qua e in là per il mondo ma niente gli “garberà” mai quanto Livorno. Perché questa città è uno stato mentale.


A Livorno d’inverno pare d’essere a Chernobyl, non c’è niente a parte il vento di maestrale e l’odore del salmastro. Ma da aprile in poi… col primo sole, tutto cambia, sembra Venice Beach. Basta un primo sole tiepido per far scattare l’adunata e la gente è già appollaiata sugli scogli fino a Castiglioncello. Yes, niente sabbia qui, detta con disprezzo “rena”, se vuoi quella vai pure a fanculo a Viareggio (ahahaha) o Tirrenia. La gente non va letteralmente a lavorare per andare al mare. Giuro. Chiudono i negozi, l’ho visto coi miei occhi. Non ci sono storie quando devono fare il bagno fanno il bagno. Qui il sole è tutto, non a caso ci sono i record italiani per contratture di tumori della pelle (ne hanno diagnosticati duemila nello scorso anno, cinque al giorno), spesso mortali. Si fa prevenzione, ogni anno sul Tirreno escono i consigli dei medici e dei dermatologi su come difendersi dal sole, ma è lui che non sa più come abbeverare i livornesi. Idem per le precauzioni per chi guida lo scooter (manco in India ce ne sono così tanti) con le ciabatte. Un dato che ci dice tantissimo dello stile di vita qui sulla costa. Si rischia l’amputazione del piede e la perdita delle dita anche con un banale incidente, ma vuoi mettere la comodità? Qui si frena con le suole! Non solo ciabatte, sullo scooter deve esserci spazio per il cane (tra le gambe), un figliolo (Maicol, col suo casco a padellino) e l’ombrellone.

Questo caos ronzante di smaniosi della libertà rende la città gagliarda, un po’ una San Diego del Mediterraneo ma senza tutti quei tipi cool. Ed è pieno di surfisti, ma surfisti veri, cazzuti, scontrosi. Gente che se arriva uno da fuori e gli ruba l’onda è capace di dovergli dare due manate. Non robe tipo il kite surf, ma veri tipi stile Point Break. Un film che non è una citazione a caso visto che nella classifica annuale sul crimine de Il sole 24 ore, Livorno è l’ottava città italiana per reati commessi tra furti, estorsioni, rapine e spaccio. Quest’anno i dati dicono che i reati sono scesi dell’11% ma in tante zone della città si vedono ancora dei veri brutti ceffi. Idem per l’inquinamento. La gente pensa che ci sia solo Taranto messa male, ma Livorno con il polo industriale di Stagno non se la cava benissimo.

Livorno non te la raccontano mai abbastanza le canzoni di Ciampi o di Bobo Rondelli, troppo romantiche e malinconiche, quanto l’esperienza di venirci a fare un giro. Incontri la sorpresa di uno humor molesto, stile Roma o New York, di gente che scherza subito, a volte troppo. Il livornese si sente intoccabile dal mondo, protetto nel suo regno che tutti gli invidiano. La sua ruvidità ti distrae dalla Storia, che invece respiri bene ovunque. Da tutta la città si vede la base di quello che avrebbe dovuto essere il monumento a Galeazzo Ciano e che oggi è lì appollaiato su Montenero e dicono tutti sembri il deposito di Paperone. Un paio di anni fa ci hanno girato un porno… È in disuso purtroppo come le Terme del Corallo, un gioiello architettonico lasciato a se stesso. Uno scheletro sacro. Fa parte delle contraddizioni che ci sono qui. Vai a Montenero a guardarla dall’alto e Livorno pare Cannes, poi scendi in piazzetta tra la gente che fa i suoi voti a una Madonna tra le più importanti d’Italia (Brosio dicono venga spesso) e ti senti bene. Ti trovi a camminare in una città che è stata pesantemente bombardata in guerra e poi ricostruita, che ha una delle comunità ebraiche più antiche e importanti d’Europa, una storia di accoglienza ed emancipazione radicata nei secoli, nelle Leggi Livornine di fine ‘500 che hanno ispirato costituzioni liberali come quella americana.


Dov’è questa roba oggi? Non negli stereotipi, nel ponce, nel Livorno, nella melanconica nostalgia di un passato rosso o di chissà quale altra gloria. È nella ruvidità di questa città descritta interamente da un’espressione che senti dalla mattina alla sera e che vuol dire tutto e niente: dé. Ettore Borzacchini, ha scritto pagine memorabili di linguistica comica a riguardo. Dal: “Dé, pallino, e’ ti sfò di ‘azzotti nella ghigna…!” (minaccioso) al: “Dé bimbo, e’ ti levi da’ ‘oglioni…!” (ammonitorio) e al: “Dé, nooo guarda ‘mpo’ ‘hi c’è…!” (festoso) oppure al: “Dé, ma ti vedi in che stato sei…!” (commiserativo o derisorio).

La Livorno del PCI non esiste più, anzi è stata una delle città più eclatanti a darsi al M5S per poi rimandare a casa il sindaco Nogarin con una bella batosta e un’indagine per gli otto morti nella tremenda alluvione di tre anni fa. L’ultima cosa di sinistra che c’è a Livorno è il grattacielo della Cigna, ex agenzia dell’Entrate all’asta senza acquirenti da un sacco di tempo, che è diventato la casa di una sessantina di famiglie che altrimenti vivrebbero in strada. Perché tra i record di Livorno ce n’è un altro triste: quello degli sfratti. Pare sia tra le prime in Italia, se non la prima.

Insomma, Livorno è il posto più bello del mondo e quando non ci sei ti manca da morire. Poi arrivi, guardi le solite tre facce e ti sei già stancato, ti affoga, ce l’hai con lei. È di quegli amori che ci fai a cazzotti tutta la vita, quelli indimenticabili.
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Plinio
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda Plinio » 29/07/2019, 23:48

“Questa città è uno stato mentale”...
Riflettere
"Livorno e' una piazza particolare. Non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa"
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda etruria » 30/07/2019, 13:11

Qualche marchiana inesattezza storica
Qualche cruda verita'
E tanti luoghi comuni( le case affittate con arbnb sono tantissime e tanti i bed and break creati. Borgo è tutto pieno di locali e localini che fanno da pub e/o apericena, impensabile anni fa.
i turisti- seppur di passaggio- ci sono eccome...se stazionate in questi gg a prendere un gelato alla yogurteria di fronte a terrazza lo potete vedere da voi..chi l' ha detto poi che Nel dna livornese ci sia sempre per forza questa scorbutica maleducazione?come dire napoletano/vagabondo, siciliano/mafioso, arabo/criminale..un po' castrante come giudizio.Io voglio rispetto certo ,ma se me lo portano ,mi faccio in 4 per aiutare o dare indicazioni e come me moltissimi livornesi..e questo in modo analogo, anzi assai più accogliente ( ve lo garantisco)di come avviene in altre città toscane, dove se un turista/visitatore ha bisogno nn viene proprio caato nemmen per sbaglio..


Di inverno non c'è nulla? C' è un buon teatro, molti spettacoli e varie compagnie teatrali, varie sale cinema_ tra i maggiori incassi italiani in rapporto agli abitanti_qualche concerto mainstrem al palaModigliani e più di nicchia altrove..è molta l' offerta culturale? Affatto. si potrebbe fare meglio??? Certo!!! Ma non siamo Frosinone insomma...sorpresa per chi cerca il luogo comune..vuol dire poco o punto, ma Livorno è una tra le città dove si leggono più quotidiani..

Giorgio Fontanelli scrisse su Livorno
e lo fece, senza essere indulgente,
In modo assai più centrato.
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda Groovecrack » 30/07/2019, 13:13

bimbi ma avete provato ad andare in via grande di mattina?
per il 70% sono solo turisti

per il resto bell articolo
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda spiritual » 30/07/2019, 15:40

Sì, bell'articolo e bravo Piazza a riportarlo per farci riflettere. È vero, esagera in qualche luogo comune, ma sono forzature per esaltare il concetto. Siamo in effetti un popolo strano le cui numerose contraddizioni non abbassano la qualità dell'individuo, come sarebbe logico, ma l'arricchiscono, creando una varietà di comportamenti che farebbe pensare a una nascita collettiva sotto il segno dei gemelli (tra l'altro è il mio segno). È un popolo strano. Abbiamo la fama di essere ignoranti (nei comportamenti) e un po' anche nella coltura. A quella, diciamo, preferiamo la bella vita, la vita grassa a tutti i costi anche facendo debiti, li sport (siamo tra i più titolari in Italia) e il sole sulla nostra bella scogliera. Non siamo colti, ma poi scopriamo che il cittadino medio è molto informato (vedi statistica di Etruria sulla lettura dei quotidiani) e parlando in giro lo capisci. Insomma, sarà mancata per tanti un po' di preparazione scolastica, ma non certo l'informazione e la capacità di ragionamento. Se facessero una statistica sulle "casalinghe di Voghera", si scoprirebbe che magari a Livorno sono in numero inferiore a tante città del nord, magari più blasonate ma con tanta di quella campagna che isola, rende meno continuo quel dibattito che a Livorno è ragion di vita quotidiana. E questo, pur con i limiti, arricchisce.
Chi di noi, per esempio, avrebbe ma elaborato i concetti politici che il Tattico ci ha fatto conoscere? Questo è arricchimento!!!
Sul turismo io mi faccio due o tre volte alla settimana da Antignano ai quattro mori e ritorno piedi e incontro molti turisti. Sono quelli che scendono dalle crociere e non vogliono fare le escursioni a Pisa e Firenze. Girano sul lungomare e in centro. Guardano molto, spendono poco, ma qualche dollaro lo lasciano. Una volta una coppia mi fermo' chiedendomi come mai il mercatino americano fosse chiuso. Erano andati fin lì per nulla. Mi chiese se almeno il mercato centrale fosse aperto. Avevano letto sul web quei due luoghi caratteristici della città. Risposi che era tutto chiuso. Era domenica e i livornesi andavano al mare. Chi se ne fregava di incassare qualche soldo in più? Chi avrebbe restituito quella domenica di sole e di vita persa?
Avevano perfettamente ragione. La vita è una e ogni lasciata è persa, come le trombate.
Questo e lo spirito di noi livornesi che ci rende più sereni e gioiosi di tante altre comunità più benestanti.
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Plinio
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda Plinio » 30/07/2019, 15:57

Fossi medicei pieni di erbacce e sporchi dalle miriade di barchette, che circondano due fortezze del ‘600, una chiusa ed in abbandono, l’altra coi fichi pensili.
La città sotto la città usata perlopiu’ per tenerci i palamiti... come se l’esempio degli scali cialdini non ci fosse...
Porto turistico mai fatto (nonostante vari progetti)
Corallo in abbandono
Terrazza Mascagni mezza rotta e senza una navetta che ci porti i turisti.
Totale assenza di spiagge (qualcuna la potresti fa come a Barcellona)
Navi da crociera che attraccano a spezia x porta’ i turisti a Pisa, Lucca e Firenze.
Un solo ristorante stellato in città.
Etc
Etc

La lista sarebbe lunga... siamo una città sprecata abitata da sprecati. Immobile nella sua sindrome di superiorità illusoria.

Poi ci sto bene eh, guai a chi me la tocca (per lavoro ho avuto varie opportunità di emigrare e un mi sono mai mosso) ma sarebbe il caso di darsi una scrollata seria.
Altrimenti vivremo in infradito per i prossimi 2mila anni
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda spiritual » 30/07/2019, 17:53

Plinio
Hai presenti quei videogiochi dove guidi la macchinina e sterzo ora a destra e poi subito a sinistra e così via. Prima o poi vai a battere e finisce la corsa. Ecco, per avere quel cambiamento di mentalità, ma nello stesso tempo mantenere quel senso di INDIVIDUALE anarchia che ci permette di sentirci liberi da tutto, irriverenti, ma arguti e con la gioia di vivere anche nelle contrarietà della vita, dovremmo pilotare in quel modo e comunque, prima o poi molleremmo. Siamo livornesi e siamo così anche se io, te e tanti altri del forum capiamo che potremmo essere anche diversi.
Ma forse non sarebbe giusto.
etruria
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda etruria » 30/07/2019, 18:25

Bobo simone lenzi e co..spesso
Hanno lavorato/giocato sul tema dell' identità
A volte ci hanno preso, altre molto meno.

La Livorno popolare che fu si ritrova facilmente
In Beppe Orlandi, Gino Lena,Tina Andrey.,
Nella poesia a metà tra nostalgia e sogno di Caproni,
Nelle dispute ai tavoli dei caffè della posta o caffè bardi
Narrate da Razzaguta, dove si radunavano i migliori pittori del primo 900 italiano..

Più difficile trovare l' aedo della Livorno e/ o
Dei livornesi di oggi...

Parlare solo di palestre,asciugami da mare, o infradito,
Non solo è parziale e deprimente,
Ma non è nemmeno più attuale..è roba da anni 90..
Meglio disoccupato a ardenza che ingegnere..

Ti guardi intorno e scopri poi
I tantissimi livornesi al nord, a roma o all' estero

Per forza? Per mancanza di opportunità? Per intraprendenza?

Parlare di assenza di turismo poi:

Se vi dico quanti conosco e affittano arbnb, lavorandoci bene..prima impensabile.

Se vi dico quanti conosco che lavorano SOLO cn turisti idem..

Dire che non c' è turismo o turisti
È vedere una realtà che non esiste più..una realtà anni 9o..basta uscire di casa.
si può e potrebbe fare meglio? Certo!!!

Ma non vorrei che ci piacesse un po'
Anche un certo mito di noi stessi
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda piazzamagenta » 30/07/2019, 18:38

Plinio ha scritto:Un solo ristorante stellato in città

si, ma te sei la città der 5e5 di Gagarin, che un c'ha nemmeno l'insegna fòri e c'ha le tendine come usava nell'anni 80, che dalla strada un capisci nemmeno cosa cazzo sia o di Jhonny Paranza, che alle sette e mezzo la sera ha già finito la roba e un ti dà più da mangià.

La terrazza ora non è più mezza rotta, ma pòi stà tranquillo che se fosse in qualunque altra parte d'Italia, un ci troveresti le bici appoggiate della gente che va ar mare lì sotto.

Le spiagge io un ho saputo cosa fossero finchè un sono andato ar mare all'Elba e alla fine anche lì ho sempre trovato più arrapanti i ciottoli e i sassi; e ho trovato ir modo d'andà sulli scogli anche lì.

sul resto hai ragione, ma un ti crede che anche in artre città un ci siano cose abbandonate, solo si vedono meno magari perchè ti chiami Firenze e ir centro storico è tarmente bello che ti importa una sega.

noi siamo così, l'articolo l'ho messo apposta perchè le cose dette da un esterno sono molto più imparziali e io sinceramente ni dò ragione sul 90% di vello che scrive (tranne sur turismo, perchè ha ragione etruria, che per esempio con airbnb tanta gente sta svortando è vero).
un si vorrà mi'a fà i pisani, che si di'ano da soli di stà in una città meravillllliosa quando la scansano come la merda a parte una piazza...
ATEK
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Re: Livorno: d’estate San Diego, d’inverno Chernobyl

Messaggioda ATEK » 30/07/2019, 18:49

Posso dire la mia?Un mi piace come viene descritta Livorno.RAY BANHOFF chi cazzo è?Un letterato?Troppi strafalcioni.Ricordatevi sempre una cosa,i livornesi SONO LIVORNESI.SOLO NOI SAPPIAMO CHI SIAMO E COME CI COMPORTIANO.VERO A VOLTE SI VA FORI DAL SEMINATO,E CHI NON LO FA?CAZZO CI 'OMBINA CHERNOBIL?CHE STRACAZZO DI PARAGONE FA?MA è BRIAO?Turisti?Ha detto bene Gruve cè ne sono eccome se cè ne sono.Chi ha scritto l'articolo ha "dimenticato"chi sono i livornesi,te lo dio io chi siamo!Siamo gente alla bona,ma un provare a prenderci per ir culo perchè sono lavoroni.Siamo accoglienti con tutti,Livorno non ha MAI avuto un ghetto.Credo che sia una delle pochissime città non ghettizzata.Abbiamo accolto tutte le razze del pianeta.Si sono stabiliti qua perchè amano vivere qua.
Livorno non è solo surf,Livorno ha una miriade di sportivi,è una delle città con piu' impianti sportivi,palestre,piscine campi di calcio,il tutto ha sfornato centinaia di campioni LIVORNESI!Abbiamo un lungomare che tutto il mondo ci invidia,inizia dal viale Italia e finisce a Castiglioncello/Rosignano.Siamo brava gente e ci si fa in quattro quando cè bisogno di aiutare gente in difficoltà.Ray Banoffe un lo scrive?Caro Piazza te lo dio cor cone in mano.Un mi piace.No te eh bada bene,mi riferisco all'autore.Bisogna che lo incocci per dirgli cosa straricazzo ha scritto.E mi fermo qua potrei citare centinaia di cose e persone,personaggi illustri con natali livornesi.Ci ripenso de RAY BANOFFE......SAI'OSA è KANT!
Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta."
-Martin Luther King

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