di cuc-cuccu-ogliari il mercoledì 3 marzo 2010, 7:30
O E' UN CRETINO, O E' UN GRANDE, UN CI SONO VIE DI MEZZO
_____________________________
Dal Tirreno di oggi
Buongiorno?
«Buongiorno a lei».
Antonio Tesoro, ovvero il candidato alla presidenza del Livorno...
«Come? Chi gliel’ha detto?».
«Ci ha dato la prima conferma».
«Ora non esageriamo. Diciamo che è stata aperta una trattativa col presidente del Livorno e ora stiamo facendo delle valutazioni. Ma siamo soltanto agli inizi».
Perchè dice “stiamo�
«Perchè mi muovo di pari passo con mio padre Savino. Le attività economiche sono portate avanti insieme, io ho anche la grande passione del calcio e lui diventa il primo tifoso».
Ci parlava di valutazioni. Ovvero?
«Ci siamo fatti dare i libri contabili del Livorno».
E...
«E dobbiamo fare tanto di cappello a Spinelli. I bilanci della società sono perfetti. Conosco le cifre gestionali che girano nel calcio, Spinelli meriterebbe l’oscar dei bilanci».
Questo è un buon inizio per una trattativa.
«Certo, ottimo. Ma sapevamo che Spinelli non è filibustiere, tant’è che tre mesi fa ci erano state proposte due società di serie A ma noi abbiamo puntato subito sul Livorno».
L’altra società ?
«Il Siena. Ma vuol mettere la passione per il calcio dei livornesi...».
Torniamo ai bilanci. Visto che sono puliti, trasperenti, ottimi, si presuppone che adesso ci sarà una domanda e una offerta.
A dir la verità c’è già stata.
«Ah si? E sarebbe?
«Diciamo che il presidente Spinelli ci ha fatto una richiesta economica per rilevare la società che si aggira intorno ai 20milioni di euro. È chiaro che poi su questa cifra si dovrà eventualmente aprire una trattativa. Ma c’è anche un altro punto interrogativo molto più delicato».
Immaginiamo sia la categoria del Livorno. Un conto è il valore in A, un conto il valore in B.
«Bravo, esattamente. Per ora siamo soltanto agli inizi, ma se la trattativa andrà avanti è chiaro che ci sarà bisogno di una doppia valutazione».
Ci faccia capire: ma lei sarebbe interessato sia a un Livorno in B che a un Livorno in A?
«Sì, non sarebbe un grosso problema. Io e mio padre siamo ambiziosi, la Prima Divisione ci sta stretta e vorremmo tuffarci in una avventura più grande. Livorno è senza dubbio una piazza entusiasmante».
Ha visto i contratti dei giocatori?
«Sì, e anche sotto questo profilo Spinelli è stato geniale».
Ovvero?
«La clausola degli stipendi che si dimezzano in caso di retrocessione, è ossigeno puro per i bilanci. La vera rovina di chi retrocede sono gli stipendi da categoria superiore».
C’è chi sostiene questa teoria: per un acquirente sarebbe meglio comprare il Livorno in serie B. Costerebbe molto meno.
«No, guardi. Stiamo ancora parlando di ipotesi, ma io preferirei la serie A. Non c’è paragone».
Ci sarebbero anche oltre 25 milioni di euro di diritti tv.
«È chiaro».
Certo che con la Pro Patria non va molto bene.
«Abbiamo acquistato la società lo scorso anno, ci è sfuggita la serie B ai playoff per un soffio. Il patrimonio di cartellini era pari a zero, in estate ho dovuto acquistare 23 giocatori».
Si aspettava di più.
«Molto di più. Purtroppo non tutti stanno rendendo secondo le aspettative, anche se questa nei nostri progetti era solo una stagione di transizione, per poi puntare alla B il prossimo anno».
Possiamo sapere quanto vi costa gestire la Pro Patria.
«Certo. Quest’anno dovremo tirare fuori di tasca 4 milioni e mezzo netti».
Quattro milioni e mezzo?
«Forse non tutte le scelte tecniche saranno state giuste, ma siamo nel calcio per ambizione. Ed è chiaro che per essere ambizioni bisogna anche spendere. Qui tra l’altro gli introiti sono pochissimi, gli unici soldi incassati sono 150mila euro di abbonamenti. Di una cosa vado orgoglioso».
Ci dica.
«Alle riunioni della Lega Pro, i vertici vengono sempre a congratularsi con noi. Due sole società sono in perfetta regola col pagamento degli stipendi, una è la Pro Patria».
E ora veniamo alle domande che più interessano i tifosi del Livorno.
«Ah, sentiamo».
Se davvero la famiglia Tesoro dovesse rilevare il Livorno, quali sarebbero i vostri obiettivi?
«L’ho detto, se uno fa calcio deve essere ambizioso. Il Livorno viene da diversi anni di serie A, evidentemente questa è la sua categoria».
Dunque a livello economico si sente in grado di mantenere una società in serie A.
«Le attività della nostra famiglia sono sotto gli occhi di tutti. Livorno è una piazza di prima grandezza, se abbiamo pensato a questo progetto significa che siamo pronti a investire per mantenere in alto la società ».
Ma ha già ha anche un progetto tecnico, di giocatori?
«No, no. Non andiamo troppo avanti, siamo soltanto all’inizio di una trattativa. Diciamo che adesso la domenica guardo il Livorno e faccio il tifo per questa maglia».
Se abbiamo capito bene, lei è un presidente “di campoâ€.
«Una società di calcio vale quanto e più di una normale azienda, dunque va tenuta sotto controllo 24 ore su 24. Consideri che adesso la mia vita è soprattutto gestire la Pro Patria».
I prossimi passi?
«Dipende dal presidente Spinelli. Noi siamo andati da lui a Genova, abbiamo esposto il nostro interesse. Adesso attendiamo una valutazione economica più precisa per la serie A e per la B».
E' un mondaccio.